IWAO YOSHIOKA
“IL MAESTRO NEL CUORE”
Tutta la mia vita di karateka, ed anche quella di uomo, non sarebbe stata la stessa se un giorno di ormai tanti e tanti anni fa non avessi conosciuto colui che mi ha aperto la strada, che mi ha condotto per mano, ed in un certo senso ancora lo fa, sul sentiero delle arti marziali e del Karate-Do.
Non posso dimenticare quel pomeriggio in cui, bimbo nell’autovettura di mio padre, incontrammo davanti a noi quello che credetti essere un indiano comanche, nella sua giacca di pelle marrone a frange, che tante volte avevo visto indossare a Tiger Jack o Kit Carson, i compagni del mitico Tex Willer sui fumetti della Bonelli a lui dedicati.
Quest’indiano, come io lo ritenevo, stava spingendo da solo un altro mito di quegli anni: una Lancia spider nota col nome di “Fulvietta”, evidentemente in panne e, sempre da solo, dopo averla spinta e fatto raggiungere una certa velocità cambiando passo raggiungeva la portiera e balzando in auto cercava di farla ripartire… mio padre in macchina si lasciò andare ad un << Nun ce riesce manco si…>> interrompendosi subito dopo quando vide la Fulvietta ripartire rombando, a quel punto esclamò <<…hai capito er cinese!>> approssimando già meglio di me la provenienza del personaggio.
Al semaforo dopo trovammo la Fulvietta ed il suo proprietario di nuovo fermi ed accostati di lato, il guasto era più grave del previsto, mio padre accostò e chiese al signore se poteva essere di aiuto in qualche modo, egli ci rispose con un tono che non avrei mai più dimenticato:<Si tu fai favore se accompagni Tuscolana (una via di un quartiere vicino al nostro) in mia palestra
In quel breve tragitto, mentre lui parlava con mio padre, scoprii che era un Maestro di Karate, anzi era l’allenatore della Nazionale Italiana, gli sentii spiegare cos’era la sua Arte, e mi “innamorai” di lui, del suo modo di parlare, di affabulare, di parlare con te come se tu fossi la persona più importante al mondo, di farti sentire così veramente importante per lui.
Arrivati in palestra convinsi mio padre a scendere per vedere, una volta dentro il Maestro disse:<< togli scarpe e prova…>>, non sono mai più uscito: avevo trovato il mio Maestro!
Iwao Yoshioka, nasce a Kumamoto, nell’isola di Kyushu, il 18 settembre 1946; inizia la pratica delle Arti Marziali sotto la guida del padre Yoshitaka, esperto di Judo e di Kendo e poi, all’età di 11 anni, inizia la pratica del karate sotto la guida del Maestro Akio Nozoe fondatore del Ku-Shin-Kai.
A quattordici anni vince il titolo di Campione Assoluto dell’isola di Kyushu, a 17 è campione del Giappone, a 18 entra in Nazionale e diviene allievo del Maestro Hironori Otsuka ed intraprende lo studio del Wado-ryu, a 23 anni è Campione del Mondo, sempre nella specialità del kumite.
Alla fine degli anni ’60, all’indomani dell’ottenimento del titolo di Campione del Mondo, viene inviato in Italia su richiesta del Maestro Yutaka Toyama, storico divulgatore del karate Wado-ryu nel nostro Paese, che in quegli anni viveva ed operava a Roma.
Appena giunto a Roma “incontra” la nazionale Italiana F.I.K. durante un allenamento, nel quale letteralmente si scatena (anche su “istigazione” bonaria di Toyama che, approfittando del fatto che Yoshioka non conoscesse una parola di italiano, lo convinse che tutti mettevano in dubbio le sue capacità) e viene fermato dall’Avvocato Ceracchini, allora Presidente della Federazione, il quale, all’oscuro di quanto sopra, lo redarguisce e lo allontana.
Dovranno passare quattro anni prima che lo stesso avvocato lo richiamasse e lo nominasse allenatore della Squadra nazionale di Kumite della F.I.K.; da lì in poi saranno solo successi,
Ed ancora suoi allievi sono Salvatore Canto, Fabio Tomei e suo fratello Danilo, Ennio Bottone, Tommaso Riccia e tanti, tanti altri che moltissimo hanno dato al movimento del karate italiano.
Uno dei suoi primi allievi ed amici (visto che sono praticamente coetanei) è Aurelio Bonafede, che per anni veste il kimono della nazionale, anche come capitano, e che per quattro anni si trasferisce in Giappone per approfondire lo studio e la conoscenza del karate che al suo ritorno in Italia darà vita al movimento dello Shorin ryu con la fondazione della A. S. K. I. (Associazione Shorin Karate Italia).
Nel 1984 dopo 15 anni ininterrotti di permanenza in Italia il Maestro Yoshioka rientra in Giappone alla morte del padre per gestire gli affari della sua famiglia, ovviamente non lascia l’insegnamento del karate ed in pochi anni recupera il suo posto di prestigio all’interno della federazione giapponese di Karate.
Ed anche il suo rapporto con l’Italia non viene meno, periodicamente il Maestro è nel nostro Paese per stages e manifestazioni varie, nonché per la visita ai suoi figli e nipoti che sono nati e risiedono stabilmente in Italia.
Quest’anno mi ha fatto il grande l’onore di intervenire al Campionato Mondiale di Karate WTKA che si è svolto a Carrara dal 17 al 21 ottobre 2007, con una rappresentativa Giapponese di Kata e Kumite.
Inoltre il Maestro Yoshioka ha tenuto degli stages tecnici,cui hanno partecipato molti degli atleti presenti alla competizione, e presieduto la commissione tecnica Wado-ryu agli esami per il passaggio di dan.
Ancora dopo il mondiale siamo ripartiti per una serie di stages in giro per l’Italia, facendomi tornare indietro nel tempo per l’entusiasmo e la gioia provati.
Dopo tutti questi anni non abbiamo intenzione di fermarci e per questo abbiamo dato vita alla NIHON KARATEDO YOSHIOKA KAI una associazione che ci vedrà impegnati in uno scambio continuo tra Italia e Giappone contornati dagli amici e compagni che ci hanno accompagnato in questi ormai quasi quaranta anni di vita insieme.
Grazie Yoshioka sensei, non so se la mia vita sarebbe potuta essere migliore senza di te, sicuramente sarebbe potuta essere peggiore se non avessi avuto la possibilità di essere quel che sono: Un Maestro di Karate, solo grazie a Te.




